Close

LA CARITÀ PELOSA

27 Dicembre 2018

Non c’è niente di peggio che rubare approfittando della generosità delle persone. Perciò, su questi temi, occorrerebbe la massima trasparenza.
E invece, come è noto, c’è un’inchiesta della Procura di Firenze che non può andare avanti perché l’Unicef non presenta querela.
Nell’inchiesta è coinvolto il cognato di Renzi, Andrea Conticini, accusato con i suoi due fratelli di aver intascato 6,6 milioni di dollari che erano stati offerti da donatori generosi per aiutare i bambini in Africa. Ma anziché aiutare i bambini in Africa quei soldi (per buona parte arrivati proprio dall’Unicef) sarebbero finiti in case, ville, altri beni privati e perfino finanziamenti di attività legate alla famiglia Renzi, come la Eventi 6 o altre società che hanno sponsorizzato la Leopolda.
È vero? Non è vero? Per saperlo bisognerebbe che l’inchiesta andasse avanti. Ma per andare avanti c’è bisogno della querela dell’Unicef, perché per una riforma voluta (guarda caso: dal governo Gentiloni), in casi come questi non si può procedere d’ufficio.
E allora perché l’UNICEF non querela come chiunque se si vedesse truffato?
Bisognerebbe chiederlo a Veltroni o a Malagò che sono nel consiglio direttivo dell’UNICEF Italia oppure a Gentiloni, che ha fatto quella norma scellerata casualmente con Renzi azionista del governo, ma nel frattempo c’è da chiedersi perché mai bisognerebbe dare dei soldi all’UNICEF ?

Mario Giordano: “Rivolta contro l’Unicef: Chiedete i soldi ai Conticini”

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

social_facebook