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IL 28% DELLE EMISSIONI GLOBALI DI CO2 È CINESE, MA L’ITALIA SI UBRIACA DI “TRANSIZIONE ECOLOGICA”

1 Maggio 2021

Joe Biden ci ha rassicurato che l’America è rientrata negli accordi di Parigi e intende “giocare un ruolo guida”. Mi sfugge cosa significhi tutto ciò in termini di execution. I “numeri” (mi avvalgo solo di dati certificati svizzeri) dicono che la Cina di Xi Jinping produce il 28% delle emissioni globali di CO2, vale a dire più di Stati Uniti e UE messi insieme. Da questo numero (drammatico, quindi trascurato dalle élite) si dovrebbe partire.
Il ruolo guida spetterebbe alla Cina che, come futuro Paese leader del mondo (2028), dovrebbe proporre regole rigidissime, dando l’esempio, per politiche sostenibili a sempre minor impatto ambientale. Ma non è così, anzi è l’opposto. La Cina ormai è la “fabbrica del mondo”, la crescita cinese ne è la “locomotiva”, ma il fabbisogno energetico per ora è dominato dal carbone. Inutile girarci intorno, il suo PIL è quasi esclusivamente “carbonioso”. Al punto che il Governo impone di produrre e di importare solo più auto elettriche, ma mette in costruzione 25 mega centrali a carbone (sic!) per alimentarle. Genialata markettara o disprezzo verso la nostra intelligenza?

Ubriachi di chiacchiere su virus e vaccini, presto torneremo al clima

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