Da ieri, 42 deputati e 16 senatori bersaniani sono all’opposizione.

Le cinque fiducie chieste dal governo Gentiloni su altrettanti articoli della legge elettorale per evitare 43 votazioni a scrutinio segreto sono un’indecenza: non si fissano le regole del gioco puntando la pistola alle tempie della maggioranza.
Se si vuole una legge elettorale che assicura una governabilità al Paese bisogna essere chiari fin dalle elezioni e non fare maggioranze DOPO.
Che questa proposta venga dalla sinistra la dice lunga sullo scollamento tra la rappresentanza politica di quest’area ed i suoi rappresentati, ormai solo nominalmente.
Resta da chiedersi come mai milioni di italiani si ostinano a credere in una compagine che a parole si dice popolare e nei fatti ha barattato qualunque ipotesi di riequilibrio delle sperequazioni economiche con bonus elettoralistici e strombazzamenti di riforme di tutto tranne che della spesa pubblica. Tranne che del contrasto alla povertà.
Oggi piu CHE mai la prima e prioritaria misura economica da attuare e’ quella che consente la vita a tutti i cittadini, il reddito di cittadinanza. Ma quanta esecrabile, criminale malafede ci vuole per non tutelare il diritto alla sussistenza?
Secondo l’ex premier il reddito di cittadinanza «Devasta la costituzione». E i milioni di italiani condannati dall’attuale status quo all’esclusione sociale ed alla miseria non la devastano?
Se lo Stato, non e’ in grado di rendere cosa viva il diritto al lavoro deve almeno garantire il diritto al reddito.Salvaguardare la dignità delle persone e la solidarietà, prima di tutto.